Il Monte San Marco, il Monte Montone e la cosiddetta “Roccaccia” (il vecchio Monte Copiolo) sono noti ai più per formare lo skyline di riferimento per chi si avventura sul vicino Carpegna. Pochi conoscono la bellezza racchiusa in questo territorio: panorami sorprendenti fra Marche e Romagna, scavi archeologici medioevali e misteriose vasche rupestri vi stupiranno in una passeggiata alternativa e meno battuta.
| Lunghezza | 8,5 km |
| Durata | 3 h |
| Difficoltà | Medio-Facile |
| Dislivello | 380 m |





Scarica la traccia GPS!
Prima di partire, una precisazione. Questo trekking nasce, forse più di altri, per assaporare un territorio. In pochi kilometri, peraltro non certo impegnativi, proveremo a conoscere la storia della piccola Villagrande e del suo circondario. E’ innegabile che a pochi passi da qui, i sentieri che portano al Monte Carpegna offrono la possibilità di fare un trekking per così dire “classico”, godendo di una natura maestosa e affrontando un grado di difficoltà maggiore. A confronto, questa proposta sarà poco più di una passeggiata. Sta di fatto che l’interesse per le piccole realtà locali, vero focus del nostro camminare, non poteva che portarci qui, a Villagrande. Il trekking in questione si propone quindi di essere una cornice, un modo per dare luce e rilevanza a uno dei tanti spaccati di Valmarecchia ancora da scoprire.

La giornata inizia dalla località Serra San Marco, a metà fra il Monte San Marco e il Monte Montone, dove troviamo un ampio spiazzo ghiaioso per lasciare la macchina. A pochi passi dal cartello stradale inizia una strada bianca, larga e ben visibile, che si dirige proprio verso Monte San Marco.
Tuttavia, raggiungerne la cima non è così immediato. Poco dopo compare alla nostra destra un recinto per il bestiame, con un cancelletto che porta in campo aperto. Senza aprirlo, costeggiamo esternamente (ripetiamo, esternamente!) il recinto del bestiame, fino alla comparsa di una timida traccia fra la vegetazione. Sebbene poco intuitivo, è l’unico modo per salire sulla cima.
Il sentiero gira attorno al monte, all’ombra del bosco. La vegetazione in alcuni tratti è alta, ma la traccia si segue sempre con facilità. Dopo 15 minuti di camminata conquistiamo la cima del Monte San Marco (precedente Monte Acuto) dove troviamo una vista a 360 gradi che francamente non ci aspettavamo. A cavallo fra Marche e Romagna, vale senza dubbio una sosta un po’ più lunga. E non è l’unica ragione.

Sulla cima troviamo i resti del castello di Monte San Marco. In linea con tutti i principali rilievi della Valmarecchia, anche questo monte aveva una sua fortificazione, di cui oggi rimane solo la base della torre.
Anche di maggiore interesse è la vasca rupestre, modellata a pochissima distanza dai resti del castello. Stupisce la posizione a strapiombo sul lato sud del monte, caratteristica che la rende la più scenografica fra le vasche attualmente conosciute nella valle. Presenta una forma quadrata, con orientamento est-ovest. Il lato posto a sud si distingue per la lavorazione a gradini della roccia, ben visibili. La funzione di questi reperti rimane ancora oggi difficile da spiegare. Chi minimizza a semplici cisterne d’acqua e invece chi ci attribuisce significati spirituali e religiosi. Come sempre, scettici e sognatori. Il fascino evocato da questi giganti di roccia è forse il risultato del dilemma irrisolto.
Ci lasciamo il Monte San Marco alle spalle e torniamo al punto di partenza per la stessa strada. Ci dirigiamo questa volta verso Monte Montone, inconfondibile rilievo alle spalle di Villagrande.
In pratica prendiamo la strada bianca che spunta sulla sinistra di Via Montefeltresca. A pochi passi già ci troviamo di fronte un crocevia, a cui prendiamo il sentiero centrale (il 7-5). Se si prende l’opzione in salita, non si sbaglia mai.
Il Monte Montone non offre particolari punti panoramici o punti di interesse. Si cammina piacevolmente zig-zagando all’ombra dei pini e dei faggi. Infine, ci rendiamo conto di essere arrivati in cima non tanto dal paesaggio, quanto dal pannello che mostra la rete sentieristica. Scegliamo di scendere dal sentiero 6-5 e poi di tenere la destra prendendo il CAI 109, che gira attorno al monte.
Uscendo dal Parco Comunale del Monte Montone troviamo un cancello e un’area picnic, con tanto di fontanella, luogo ideale per una sosta. Breve, perché a pochi passi abbiamo i resti del Castello di Montecopiolo ad aspettarci.
Il Castello di Montecopiolo fu una fortificazione di grande importanza ai tempi dei Montefeltro, Duchi di Urbino, in lotta con i Malatesta, Signori di Rimini. Le recenti campagne di scavi realizzate in collaborazione con l’Università di Urbino hanno saputo restituirci parte dell’originaria grandezza.
Si riconosce un piano più basso, dove è ben visibile il perimetro della fortificazione, e una parte che si sviluppa in altezza, che porta via via alla cima della cosiddetta “Roccaccia”. Senza soffermarci eccessivamente sui dettagli, vale la pena menzionare la Grotta del Diavolo, seppur transennata, e l’assurdo panorama che si gode dalla cima della Roccaccia. Non esageriamo se affermiamo che è uno dei più belli di tutta la Valmarecchia.
NB La zona del castello è recintata. Consigliamo di consultare gli orari di apertura sul sito dedicato.
Percorriamo via del castello fino al centro di Villagrande. Passeggiamo per le strade di questo paesino, dove le casette in stile montano ci riportano piacevolmente a un clima di vacanza e tranquillità. Il silenzio è rotto solo dal brulicare delle capre, vere star capaci di catalizzare l’attenzione di turisti e non. Qualche foto e arriviamo alla macchina da Via Versari.
In sintesi:
- Trekking di 8,5km, circa 3 ore di cammino.
- Medio-facile, leggero dislivello concentrato nella salita al Monte San Marco e Montone.
- Serra S. Marco-> Monte San Marco, fortificazione e vasca rupestre-> Serra S. Marco-> Sentiero 7-5-> Cima del Montone-> Sentiero 6-5-> CAI 19-> Zona Pic Nic-> Roccaccia con Castello di Montecopiolo e Grotta del Diavolo-> centro di Villagrande-> Serra S. Marco
- Punto d’acqua: zona Pic Nic
- Da vedere: vasca rupestre, Castello di Montecopiolo
- Punti panoramici: cima del Monte San Marco e della Roccaccia
Abbiamo provato il percorso il 18 agosto 2024. FinRa presenti: Biagio Prencipe, Fabio Borghesi, Marco Dolci, Andrea Ottaviani. Articolo di Andrea. Foto di Fabio.


















