Le “Piccole Dolomiti” della Valmarecchia – Sulla Cresta dei Monti Tausani

Trekking ben segnato e panoramico, con vista su San Leo. Una tappa semplicemente imperdibile per gli amanti della Valmarecchia.

Lunghezza15,4km
Durata5h30min
DifficoltàMedio


Qua potete scaricare la traccia che parte da Tausano, arriva fino in cima a Monte Severino e poi riscende a Sant’Igne:


Lasciata la macchina nel piccolo borgo di Tausano, percorriamo il viale dei cipressi che porta al cimitero del paese. Lo aggiriamo da sinistra, dove vediamo il primo segno bianco e rosso.

Da qui parte un sentiero stretto e in salita, all’inizio coperto da cipressi, pini e querce, poi via via più esposto.

Si prende quota gradualmente fino al Monte Penna del Gesso, dove la parete rocciosa cade a picco come raramente accade in Bassa Valmarecchia. E’ il tratto più bello e panoramico, quello delle “Piccole Dolomiti”.

Il sentiero si biforca appena sotto gli speroni rocciosi: andando a sinistra si sale fino alle cime (è molto esposto, si raccomanda di fare attenzione), a destra si rimane più in piano e riparati (pertanto è più sicuro ma non panoramico).

Le due tracce si ricongiungono dopo la parte panoramica.

Il sentiero continua all’ombra del bosco, senza concedere più scorci sulla vallata.

Infine scende fino alla “Biforca” che, come suggerisce il nome, spezza in due la catena montuosa. Qui convergono più strade. Per continuare sul percorso segnato, si gira a destra alla “Casa del cuoio“, su una strada di ghiaia.

La strada di ghiaia è in piano e poco emozionante. Pertanto vale la pena leggere la variante a fondo pagina.

Successivamente ci si ritrova in un incrocio a quattro strade: si continua tenendo la destra e dopo pochi passi si arriva al magnifico convento di Sant’Igne. Noi abbiamo potuto vederne solamente il chiostro. Infatti la chiesa è aperta solamente per poche ore nel week end. Consigliamo di fare una sosta per visitare questo piccolo gioiello.

Superata Sant’Igne ci si ritrova a un’incrocio, in cui si può continuare dritto o girare a destra. A destra si scende verso il fiume e si torna a Santa Maria Maddalena (è la via di San Francesco al contrario, la faremo al ritorno). Noi proseguiamo dritto, su una strada di ghiaia.

San Leo si vede, è sempre più vicina. L’ultimo tratto è su strada e in salita. Faticoso, ma necessario per entrare nella magica San Leo.

San Leo non si può descrivere, bisogna vederla. Umberto Eco non aveva paura a definirla “la città più bella d’Italia”. Per i semplici amanti del trekking, basta sapere che nella piazza principale c’è un punto acqua.

Al ritorno si percorre la strada a ritroso fino a Sant’Igne dove si gira a sinistra, percorrendo il cammino di San Francesco come accennato precedentemente . Si perde quota passo dopo passo, rimanendo comunque in cresta. Il cammino è piacevole, quasi rilassante e molto panoramico. Non ci si può sbagliare (anche se mai dire mai).

PS Sulla via del ritorno segnaliamo il bed&breakfast Palazzo Serre. Vista unica sulla Valmarecchia.

Da Santa Maria Maddalena sarà poi un attimo risalire fino a Montefotogno e alla sua chiesa. Da qui è ben visibile tutta la catena dei Monti Tausani: Monte Gregorio, Monte Penna del Gesso, Monte San Severino e infine San Leo (prima foto).

Lasciato il paesino alle spalle, si arriva a un bivio a cui teniamo la sinistra: in pratica aggiriamo il monte da sinistra per arrivare infine a Tausano. Purtroppo è strada, sebbene non trafficata.

In sintesi

  • Anello di 15,4 Km. Ci vuole un pomeriggio pieno.
  • Segnato
  • Punto Acqua a San Leo
  • Difficoltà intermedia
  • Visitare San Leo e Sant’Igne

Abbiamo provato il percorso il 24 maggio 2020. FinRa presenti: Leprotto Generoso, Castoro Orgoglioso, Ermellino Cortese. Articolo di Ermellino Cortese. Foto di: Leprotto Generoso&Castoro Orgoglioso.

Variante dalla Casa del Cuoio a Sant’Igne

Dalla Casa del Cuoio al convento di Sant’Igne c’è la possibilità di fare un sentiero meno monotono. E’ più faticoso, ma ne vale la pena.

  • Pochi passi dopo la casa del cuoio, parte un sentiero sulla sinistra, ripido e in mezzo al bosco. Non è segnato, ma si segue davvero bene.
  • Si sale all’ombra del bosco. Sulla destra possono partire dei sentieri che scendono; l’importante è tenere la sinistra e continuare a camminare in quota.
  • A un certo punto vi troverete davanti a una croce in metallo. Pochi passi ancora e un’altra croce segnerà la cima del Monte San Severino. Da qui si gode di una bella vista su San Leo.
  • Guardando San Leo, prendiamo una sterrata sulla destra (si deve tornare qualche passo indietro). Perdendo quota ci ritroviamo su un sentiero più grande che si biforca.
  • Due possibilità: tenere la sinistra e scendere o mantenere la destra rientrando nel bosco. Scegliamo quest’ultima e dopo qualche zig zag sbuchiamo a livello di Sant’Igne. Questo tratto non è segnatissimo ma non si sbaglia se si tiene la destra.
  • Dai un’occhiata alla ricostruzione in 3D! https://youtu.be/8cNQEqG__-Q

Numero 2 senza significato illustrativo; numero 3 cima di Monte San Severino; numero 4 discesa a zig zag; fine il convento di Sant’Igne

Post Scriptum

La verità è che, partendo da Montefotogno, ci siamo persi più volte nel giro di un’ora: prima siamo stati sbeffeggiati da una vecchia del paese che sapeva che stavamo sbagliando il sentiero ma che ha saggiamente preferito avvisarci mentre tornavamo con la coda fra le gambe; poi Leprotto Generoso ci ha guidato altrettanto saggiamente verso un sentiero-non-sentiero, in salita, non segnato, e che ci ha portato in un campo di grano con spighe alte un metro e mezzo. Le pecorelle smarrite hanno poi fatto ritorno all’ovile seguendo i pali della luce attraverso una scarpata non troppo raccomandabile. Le gioie della Valmarecchia ❤

2 commenti

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