La Valle dell’orfento

Trekking di surreale bellezza nel parco nazionale della Majella, in Abruzzo. Fra le tante possibilità, abbiamo percorso “l’Anello del Ponte Vallone”, dove le acque dell’Orfento accompagnano il visitatore lungo tutto il tragitto.

Lunghezza9km
Durata2.30h
DifficoltàMedio-Facile

Scarica la traccia GPS del percorso!


Piccolo assaggio del trekking!

La giornata di trekking parte da Caramanico Terme, piccolo centro nell’entroterra pescarese. La segnaletica ci guida al Centro Visite Valle dell’Orfento, dove un operatore ci espone i sentieri percorribili nella zona fornendoci gratuitamente la cartina. Lo stile essenziale dell’articolo non permette di dilungarci eccessivamente: pertanto posticipiamo le riflessioni a fondo pagina.

Scegliamo così di percorrere l’Anello del Ponte Vallone, tracciato di 9km in gran parte a contatto con le acque dell’Orfento. Uscendo dal cancello verde del centro visite prendiamo sulla destra il sentiero B2 verso il Ponte Vallone. Una curva a gomito sull’asfalto e si entra nel bosco.

Il sentiero prosegue piacevolmente fra la fitta vegetazione del bosco, concedendo in un secondo momento scorci panoramici sulla valle. Segnaliamo la possibilità di effettuare una piccola deviazione per “La Masseria”(5mn dal B2)

Pochi minuti di cammino e viene segnalata l’intersezione con il sentiero B7. Noi continuiamo sul B2 tenendo la sinistra. Il Ponte del Vallone dista soli 20mn.

Il fragore dell’acqua si fa più forte, passo a passo. Infine lo vediamo: l’Orfento scorre di fronte a noi, in tutta la sua potenza. Immergiamo i piedi. L’acqua è gelida oltre ogni immaginazione. Maggio è decisamente troppo presto per godere di questo angolo di paradiso.

Attraversiamo il Ponte del Vallone portandoci sull’altra sponda. Prendiamo così il sentiero S in direzione di Caramanico Terme.

Il sentiero ricalca il tragitto dell’Orfento nel suo scorrere verso valle. E’ veramente bello camminare con il suono dell’acqua in sottofondo. A un certo punto, un cartellone turistico ci informa sulla presenza di un sito di riproduzione di anfibi, quali l’Ululone e la Rana appenninica. Segnaliamo infine la possibilità di visitare la grotta di Cantrella effettuando una deviazione dal sentiero S.

Attraversiamo il Ponte San Cataldo (senza sponde, fate attenzione), dove il sentiero S si interseca con il B6. Qui la sentieristica è molto fitta: notiamo i loghi del Cammino della Pace e del cammino di Celestino, a prova di quanto il parco della Majella abbia investito sul turismo lento. Noi continuiamo sull’ S per il Ponte di Caramanico, perdendo quota.

A pochi passi dal Ponte S. Cataldo, il tratto più bello. Le acque del fiume scorrono sinuose fra ripide e anguste gole rocciose. La vegetazione cresce estremamente rigogliosa, quasi invadente, approfittando del clima umido. Frequenti rigagnoli si fanno largo fra le radici nodose degli alberi per convergere nel selvaggio Orfento. La natura si manifesta di fronte a noi fiera e superba, consapevole del suo ineguagliabile splendore.

Riportiamo le foto a grandezza aumentata per apprezzare meglio questo tratto di trekking. Si passa più volte da una sponda all’altra del fiume attraverso dei ponticelli in legno. Infine si salgono dei gradoni che portano al Ponte di Caramanico.

Dal Ponte di Caramanico occorrono 15 mn a piedi per tornare al centro, tutti di asfalto. Pertanto invitiamo ad informarvi presso il centro visite per vagliare l’opportunità di tornare in navetta. Ad ogni modo, non è strada trafficata.


In sintesi

  • Giro ad anello di 9km: Centro Visite – B2 – Ponte del Vallone – S – Ponte di Caramanico.
  • Difficoltà: medio-facile. Il dislivello non è impegnativo e confinato a brevi tratti.
  • Segnaletica perfetta, bella e capillare. Complimenti ai gestori.
  • Nessun punto acqua durante il tragitto. Riempite le borracce in una delle fontane del paese.
  • Punto forte: natura semplicemente pazzesca! Punto debole: non farlo dopo giorni di pioggia.
  • Guarda la ricostruzione in 3D! https://www.youtube.com/watch?v=WgIG8qVSVhw

Abbiamo provato il percorso il 15 maggio 2021. FinRa presenti: Andrea Ottaviani, Irene. Articolo di Andrea. Foto di Irene.


Breve riflessione

Partiamo dal raccontare senza fronzoli il background di questo trekking. Approfittando dell’allentamento delle misure anticontagio inizio a raccogliere idee per un weekend naturalistico nell’entroterra abruzzese. Irene durante la settimana lavora a Verona e voglio stupirla con qualcosa che la ripaghi delle sei ore e mezzo di treno (solo andata chiaramente). Un collega mi suggerisce questo percorso descrivendomelo come semplice e d’effetto. Le foto sembrano confermarlo. La meta è presto decisa.

Il Centro Visite Valle dell’Orfento è una splendida porta d’ingresso. E non mi riferisco solo alla bella struttura o al suo prato inglese. Si percepisce il senso di cura. Una voliera accoglie un Biancone che ha perso la vista dopo essere stato vittima di bracconaggio. Una guida spiega a una classe di studenti euforici le regole per affrontare il trekking. Il ragazzo all’accettazione ci spiega i dettagli del percorso senza che nemmeno noi lo chiediamo. Tutti tasselli di uno stesso mosaico.

E il sentiero non è certo da meno. Per minimizzare il rischio di contagio sono stati istituiti i sensi unici, limitando la percorrenza dei sentieri a una sola direzione. Le indicazioni sono efficaci, omogenee e semplicemente belle, dettaglio certamente non secondario. Chi farebbe un sentiero mal tenuto e fatiscente? Sicuramente noi di Finra Trek che in Valmarecchia ne abbiamo fatti a decine sui generis, ma questa è un’altra storia.

La sensazione è che l’esperienza offerta all’escursionista sia il frutto di investimenti economici e soprattutto umani. Il parco della Majella (così come buona parte dell’Abruzzo) è ancora decisamente troppo poco conosciuto rapportato alla sua Bellezza. Se dovessimo fare una scommessa, diremmo però che la direzione è quella giusta. A prova di questo è l’intreccio di veri e propri cammini che sono sorti ultimamente per fare conoscere di più questo patrimonio. Fra quelli incrociati, citiamo il Sentiero dello Spirito (66km), il Cammino della Pace (470km) e il Cammino di Celestino (90km). Le cose fatte bene creano un vero effetto domino.

Infine, una domanda. Che figata sarebbe fare qualcosa di anche lontanamente simile in Valmarecchia?

P.S. Irene dice che le 6 ore e mezza le rifarebbe volentieri

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