Incontaminata e magica, l’Alpe della Luna

Trekking impegnativo nella parte toscana dell’Alta Valmarecchia. Qui, fra specchi d’acqua cristallini e pareti rocciose mozzafiato sorge l’Alpe della Luna, territorio incontaminato e magico, perfino oggetto di leggende. L’anello proposto saprà affascinare il camminatore disposto ad affrontare un dislivello del tutto onorevole.

Lunghezza17km
Durata6h
DifficoltàMedio-Difficile


Qua trovate la traccia GPS che abbiamo utilizzato:



La nostra giornata di trekking parte da Monteviale, aggregato di poche case nel comune di Badia Tedalda (AR). La star del paese è la Signora Maria, che in un buon quarto d’ora di chiacchierata ci racconta come sia rimasta l’unica della sua famiglia a non aver voluto far le valigie in favore della più comoda Sansepolcro. Un vero esempio di attaccamento alle proprie origini.

Partiamo. Le indicazioni ci guidano sul sentiero 19 che percorriamo verso Monte dei Frati. Camminiamo su sterrata, prima costeggiando il recinto di un maneggio, poi in cresta, parte decisamente più panoramica.


In dieci minuti raggiungiamo l’incrocio con il sentiero 27, punto in cui faremo ritorno al termine dell’anello.

Infine ci ritroviamo in uno spiazzo: siamo a Poggio la Piazzuola, ottimo parcheggio per chi vuole risparmiarsi il tratto da Monteviale. Continuiamo sul sentiero 19 che si inerpica decisamente in salita nel bosco.


Il 19 non fa sconti. Per due ore si sale in mezzo al bosco, realizzando un dislivello del tutto onorevole. Troviamo un pannello commemorativo della casa “il Monte”, ex base partigiana. A questo livello, si curva a gomito sulla destra e si procede sempre in salita.

Trasciniamo i passi in salita all’ombra di un fitto bosco di faggi. I segni bianchi e rossi talvolta non sono immediati ma assicuriamo che ci sono sempre; basta stare con gli occhi aperti.

Infine raggiungiamo la località “Il Bruciato” (1396m), finalmente pianeggiante. Qui il paesaggio cambia: gli alberi giovani ed esili incontrati nella salita lasciano il posto a faggi secolari, robusti e nodosi, coperti di muschio, realizzando un’atmosfera magica e spettrale.

Teniamo la sinistra verso Monte Maggiore lungo lo 00.

Si cammina piacevolmente in piano. Troviamo lungo il sentiero i resti della Linea Gotica, come ben segnalato. Prima di Monte dei Frati deviamo a destra per visitare uno splendido Bivacco gestito dal CAI di Sansepolcro. Qui troviamo un grazioso diario di bordo, in cui lasciamo un augurio per tutta l’associazione. Torniamo indietro sul percorso principale che ci conduce al Monte dei Frati, dove troviamo un omino di pietre dalle dimensioni inaspettate.

Nel giro di mezz’ora incontriamo due luoghi degni di nota. Il primo è la Ripa della Luna, la parete rocciosa più nota del parco naturale. Colpisce per cadere verticale per tutta la sua altezza, come tagliata da un coltello. Dallo stesso punto panoramico da cui si gode della vista della Ripa, lo sguardo viaggia per tutta la Valmarecchia. Ben visibili sono i Sassi Simone e Simoncello e il vicino Carpegna.

Il secondo è Monte Maggiore, dove approfittiamo dello spiazzo ombroso per pranzare.


Seguiamo il sentiero 5 perdendo progressivamente quota. In località Poggio Ciavattine ci troviamo a un incrocio a T, a cui prendiamo la sinistra seguendo il 29 in direzione “Bivio sentiero 27”. Subito dopo troviamo dei tavoli da pic nic, a cui teniamo la destra. In questo punto la segnaletica non è ottimale ma la traccia gps aiuta.

Segnaliamo che da Poggio Ciavattine è possibile prendere una deviazione per la Buca della Tabussa, grotta caratteristica che, purtroppo, non siamo riusciti a trovare.

Il sentiero scende per quello che, in condizioni di pioggia, doveva essere un probabile torrente. Dopo un quarto d’ora da Poggio Ciavattine teniamo la destra verso Molino del Tassinaio, abbandonando il 29 per il 27.

Per una ventina di minuti camminiamo nel bosco. Sbuchiamo così su strada bianca, dove si segue facilmente il 27. Poco dopo si ritorna nel bosco, imboccando sulla destra il 27 verso Molino del Tassinaio. Come potete notare le indicazioni sono ormai sovrastate dalla vegetazione.

L’umidità aumenta e con essa il rumore dell’acqua. Una freccia sulla sinistra propone una deviazione per lo “Specchio della Luna“.

Questa pozza d’acqua vale, da sola, la fatica della camminata. Lontano dalle folle di altri posti più conosciuti, questo angolo di paradiso sorprende il camminatore per la sua purezza primordiale. La tentazione di bagnarci i piedi è forte, così come il freddo gelido dell’acqua che, in pochi minuti, ci spinge a rimetterci le scarpe. Giusto il tempo di una foto.

Seguiamo le indicazioni per Poggio La Piazzuola, prendendo quota a ogni passo. Passiamo poi per il plurinominato Molino del Tassinaio.

Infine ci ritroviamo a camminare in salita fra le pareti rocciose dei calanchi (ricorda molto la vicina Casteldelci in questo tratto). Andiamo a passo svelto, minacciati dalle nuvole sempre più vicine. Alla fine piove: poco importa, ecco che il 27 si immette nel 19.

Chiuso l’anello, torniamo a Monteviale.


In sintesi

  • Anello da 17km, per quasi 6h di cammino
  • Trekking Medio-Difficile. Dislivello significativo (1000m)
  • Segnaletica presente ed omogenea: sentiero 19 -> 00 -> 5 -> 29 -> 27 ->19
  • Nessun punto acqua. Partite carichi
  • Bivacco a Monte dei Frati, con possibilità di pernottamento
  • Da vedere: Ripa della Luna, Specchio della Luna, Buca della Tabussa
  • Area pic-nic a Poggio Ciavattine

Abbiamo provato il percorso il 2 ottobre 2021. FinRa presenti: Andrea Ottaviani, Francesco Bronzetti, Andrea Garattoni, Gaia e Giulia Bartolini. Articolo di: Andrea O. Foto di Francesco, Andrea G, Gaia e Giulia. Ricordato come l’ultimo trekking prima di costituirci ufficialmente associazione di promozione sociale (oltre che per la rarissima partecipazione delle gemelle Bartolini).

2 commenti

  1. Tutto è descritto perfettamente, sono riuscito ad orientarmi e non perdenti solamente seguendo quanto scritto e osservando bene le immagine da loro proposte.
    Ho deciso di fare questo percorso il 7 di agosto.
    In questa stagione la prima salita, sebbene fosse in ombra, non manca di certo il caldo umido tipico di agosto.
    Arrivato al bivacco a fine salita, oltre a pranzare ho scelto di cambiarmi la t-shirt in quanto molto sudata visto il caldo. stavo iniziando a prendere freddo, quindi consiglio un cambio se decidete di affrontare il sentiero nei mesi più caldi. Una volta fatto il cambio ho percorso la discesa nel bosco molto serenamente fino a tuffarmi nello specchio della Luna… rigenerante 😅

    Piace a 1 persona

    1. Grazie per il tuo feedback Filo💥 ci fa piacere che il percorso ti sia piaciuto! Posti come la Ripa o lo Specchio della luna sono rari e ben imboscati in Valmarecchia…E forse, è bello così! Alla prossima🚀

      "Mi piace"

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